La terza edizione dell’Orecchio di Dioniso è dedicata a Tonino Guerra, in particolare alla sua poesia “La farfalla”:

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

In un’intervista apparsa su Sipario e riproposta recentemente dalla rivista lamacchinasognante.com, parlando della sua idea di teatro, Tonino Guerra afferma: “Non esistono generi letterari o teorie a cui legarsi, tanto meno adeguarsi… tutto il bello, come si sa, è nel cercare”. Un poeta capisce subito cosa scrivere e come scriverlo. Spetterà alla sua arte, al suo talento, alle ore di lavoro fare il resto; senza dimenticare che occorre anche il lavoro e la fatica di chi legge. Ed è un punto di vista che, nei limiti del possibile, Tonino Guerra ha ribadito nel corso della sua opera grazie ad una testimonianza poetica e artistica unica. Un’opera complessa, libera e multiforme, sempre associata alla liberazione dalle varie mode e dalle loro costrizioni. Tutti sappiamo che la ‘libera ispirazione’ o ‘buona fede’ di un artista devono invariabilmente fare i conti con i condizionamenti della cultura dominante, con le innumerevoli necessità che lo assillano. Chi dice di non averne, mente sapendo di mentire. Sono tracce estetiche quelle che il potere spesso imprime anche sulla fronte dei suoi oppositori. Ma un poeta sa come liberarsi dalle auto-censure, dal peso dei condizionamenti. Sa come dare nome alle stragi, agli avvenimenti luttuosi, denunciare lo spessore sinistro delle cose che lo circondano. Sa come svelare “l’uomo agli altri uomini”, come diceva Jean-Paul Sartre.
Spetta a tutti (ma in particolare agli scrittori, ai poeti, agli artisti di oggi) smantellare i porti sepolti dell’indifferenza, i raggiri della buona fede, spetta a tutti abbracciare le vie del mare, prendere il vento nel dare voce al coro delle vittime, senza cadere nella retorica del dolore; per bandire dalle nostre coste la vergogna dell’assenza di umanità, ammutolire gli insulti, non esserne i cani da guardia.
“L’unica verità è quella che fai crescere nella mente degli altri” ha avuto modo di ricordarci Tonino Guerra nel corso di quella bella intervista. Far crescere la verità nella mente degli altri è quello che si propone, almeno in parte, anche la terza edizione dell’Orecchio di Dioniso.

(Imola 27/8/2018)